Quando si fa buio e non te lo aspetti.

Di seguito andrete a leggere una raccolta di estratti da un diario di una gravidanza di un colore diverso dal solito rosa o azzurro. Ci sono parole non dette, emozioni, sacrifici, lacrime, appartenenti a un numero imprecisato di donne che hanno sofferto di depressione in periodo perinatale, avvenimento molto più comune di quanto non si pensi. Tutto quello che scrivo lo dedico a voi donne coraggiose che non vi siete mai fermate facendo del vostro trauma la vostra forza. Un ringraziamento speciale va alle fondatrici e volontarie del Progetto Ilizia per il lavoro importantissimo che svolgono, angeli direi.

2 giugno

Sto preparando la valigia per la mia settimana di relax al mare, prendo su poco e niente come sempre perchè nella nostra casetta non serve molto, basta essere sereni e rilassati. Ogni anno andiamo durante il mese di giugno per goderci un pò i giorni prima dell’arrivo dei turisti. M. sta pulendo la macchina come sempre, pensando sicuramente a dove andare a cena, “Cena di pesce?” super volentieri direi..sperando mi passi questo senso di nausea che ormai mi accompagna da qualche giorno. Ho un ritardo da più di una settimana, ma non ci spero più, è da troppo tempo che ci proviamo e ogni volta il risultato è negativo, quindi non ho intenzione di lasciarmi ingannare da un pò di malessere.

6 giugno

Ok mi sono decisa oggi prima di tornare al lavoro ho comprato l’ennesimo test di gravidanza, li compro tutti su amazon perchè vedere la faccia del farmacista che ti guarda come per dire: “ancora?” no grazie, me la sono risparmiata questa volta. Finalmente l’abbonamento amazon prime serve a qualcosa, arriverà domani e possiamo mettere fine a sta storia, andrò dal medico per farmi fare un’impegnativa per una gastroscopia, la nonna è morta di tumore allo stomaco, la mia mente è già andata troppo oltre con i pensieri angoscianti!

9 giugno

E’ positivo, si è davvero positivo, sono corsa in farmacia per comprarne un altro, avevo troppa paura che quello di amazon fosse falsato, positivo anche l’altro. Dopo l’euforia del momento, telefonate alla mamma, mia sorella, la zia ecc.. mi sono seduta sul letto e non ho capito bene cosa mi sia successo ma.. la verità è che non mi è successo niente, stavo aspettando il momento in cui sarei esplosa a piangere dalla felicità per il mio sogno realizzato e invece no.. qualcosa di strano.

9 luglio

Già passato un mese, ho fatto la prima visita, va tutto bene, il mese prossimo farò tutti i vari test per verificare che tutto proceda come deve. C’è qualcosa che non va però, sfrutto il mio diaro per scriverlo perchè solo al pensiero di dirlo ad alta voce mi sento morire.. c’è qualcosa che non va in me. Mi ero immaginata il momento in cui avessi scoperto di avere un esserino nella pancia, euforica, come se camminassi 10 metri da terra, una futura mamma piena di speranze, non so dire come mai, ma io mi sento spenta. Mi sento come se stessi vivendo una vita che non è mia, non sono io quella incinta, io sto vivendo la vita di un’altra. Forse è perchè sto andando al lavoro e non mi rendo conto che sono in attesa? La parola giusta che userei è APATIA, ho paura a dirlo ad alta voce.

15 agosto

Ho parlato con il ginecologo in merito a questa sensazione strana che provo associata alla stanchezza e mi ha suggerito di stare a casa dal lavoro. Ho accettato un pò titubante, mi cerco di concentrare su tutte le cose che posso fare da domani quando inizierà la mia vera e proprio gravidanza! Sono certa che stare a casa e avere più tempo per me può aiutarmi, potermi dedicare al mio bambino e pensare a noi soltanto cambierà tutto. Sento che sta arrivando il momento che stavo aspettando.

2 settembre

Stanotte mi sono svegliata con un nodo in gola, cuore a mille, mi mancava l’aria, i pensieri sono arrivati uno dopo l’altro, devo scriverli perchè mi esplode la testa: non mi piace questa pancia che cresce, non mi piace questa sensazione di maternità, non sono sicura di volerlo questo bambino, non so se gli vorrò bene, ho paura di dimenticarmelo in giro, ho paura di perdere la testa, ho paura sempre, non voglio fare la mamma. Ecco l’ho scritto. Non so dire perchè dopo quasi 3 anni di lotte per restare incinta ora mi ritrovo così, pensavo fosse tutto quello che volevo, invece non è così, ho sbagliato tutto. Piango di continuo, l’apatia si è presa tutto il mio corpo.

30 ottobre

Ho evitato di scrivere per troppo tempo, forse anche per vergogna di tenere un ricordo di quello che la mia testa sta dicendo in questi mesi. Ho letto un libro, si chiama “Mamme sottosopra”, me l’ha consigliato una cara amica che ha notato alcuni miei atteggiamenti strani nei confronti di questa pancia che cresce. L’ho letto in un giorno, tutto d’un fiato, un’insieme di esperienze di future mamme che hanno conosciuto la depressione durante la gravidanza. Appena terminato sono rimasta immobile sul letto, non so per quanto tempo, ogni racconto letto parlava di me. Mi sono fatta coraggio e le ho contattate, un gruppo di donne che hanno fatto del loro trauma la loro forza, Progetto Ilizia (https://www.progettoilizia.org/). Sono stata inserita in una chat di mutuo aiuto dove ho conosciuto diverse ragazze, alcune come me in attesa, altre invece hanno già partorito. Mi hanno chiesto di raccontare la mia storia e senza rendermene conto, appena ho ammesso di aver bisogno di aiuto, mi sono sentita meglio. Le loro testimonianze mi stanno alleggerendo molto. Resta il fatto che ancora non capisco perchè mi stia sentendo così, ma devo avere fiducia in queste ragazze, ho bisogno di un’ancora di salvataggio per non annegare in questo mare.

25 novembre

“Nei nove mesi di attesa scriverò un diario con tutto quello che faccio e preparo per il nostro bambino in arrivo, così poi quando è grande potrà leggere ogni cosa, sarà il suo primo ricordo”, quante volte ho immaginato questo momento. Per Massimiliano non ci sarà alcun diario della “dolce attesa” perchè la sua mamma non vuole ricordare neanche un secondo di questo periodo. “Cosa posso raccontargli? Che la mamma piange di continuo? che non sa se gli vorrà bene? Sarò la mamma peggiore che potesse capitargli, lui non se la merita una mamma così, povero bambino.” Oggi ho scritto questa cosa in chat con le ragazze del gruppo, ricordo la risposta di Anna che mi ha spiazzato: “Vedi quante premure ti stai già facendo per il tuo bambino? tutti questi dubbi proprio perchè tu a lui vuoi già un mondo di bene. Anch’io la pensavo così, addirittura volevo darlo in adozione! Invece vedrai.. appena nascerà cambierà tutto”. Devo attaccarmi a questi messaggi, sono davvero l’unica mia speranza.

30 dicembre

Che schifo queste feste di Natale, M. disperato non sapeva più che fare per mandare via i parenti, mentre io cercavo di sorridere nascondendo il vuoto che sentivo dentro. Ho perso il conto di quanti vestitini mi sono arrivati per Massimiliano, sono tutti qui davanti a me. Ogni cosa mi mette sempre più a disagio  in questa casa, la cameretta, i suoi vestiti azzurri, il fiocco che mia mamma sta preparando con tanto amore, mia sorella che compra ogni cosa la intererisca. Ho la nausea, pensare che ero in lista per la fecondazione assistita. Forse avrei dovuto capirlo che non era per me fare la mamma.

20 gennaio

Ho il termine il 29 febbraio, sembra uno scherzo, un giorno che si presenta solo gli anni bisestili. Un caso eccezionale, come lo sono io, la mamma che non vuole fare la mamma, ho consumato le lacrime questo mese. Per fortuna le ragazze del gruppo mi aiutano, ce n’è una in particolare con cui ho legato molto, lei è già diventata mamma a settembre, mi ha parlato spesso della grande fragilità legata alla sua depressione presente da anni, ha avuto una bambina con due grandi occhioni neri, la sento felice, dice di essere rinata dopo il parto, quel mantello nero che sentiva sulle spalle è sparito nel momento esatto in cui l’ha vista. E se per me non fosse così? Se io invece fossi l’unica a non volerlo neanche quando nasce? M. mi dice di non preoccuparmi, ma dentro lo so che anche lui si sta spaventando nel vedermi così. Ho il termine tra un mese praticamente, che ne sarà di me finito questo incubo? Mi vergogno per quello che sento. Devo bruciare questo diario, nessuno deve leggere quello che sento.

23 febbraio

Ho paura, inizio a sentire dolori piuttosto cadenziati, ho paura perchè tra qualche giorno sarà costretta a vederlo. Ho sofferto così tanto in questi mesi che non ha più senso niente. Sono sincera, se non fosse stato per quel libro e per tutte le ragazze che mi hanno dato forza per andare avanti non so dove sarei. Ho passato ogni singolo giorno pregando che finisse e arrivasse la sera, ma allo stesso tempo spaventata dal momento in cui sarei stata mamma. Gli sguardi terribili delle ostetriche che all’appuntamento per il pre ricovero mi guardavano stranite: “sei solo incinta, non sei una malata terminale, cerca di viverla meglio”. Mi ha spaccato in due quella stronza, perchè ha ragione, solo una brutta persona ingrata come me può viverla così. Non me lo merito questo bambino, lui non si merita una mamma così.

2 aprile

Perdonami bambino mio, perdona la tua mamma. Volevo buttare via tutto quello scritto in questi nove mesi, ma il dolore è stato così grande che ho deciso di tenerlo per parlarne con te quando sarai grande. Il 24 febbraio sei nato, dopo un lungo travaglio ho visto quei capelli neri, eri arrabbiato e scocciato. Ho pianto bambino mio, una marea di lacrime per la colpa che mi sono sentita addosso, ho veramente pensato di non amarti? Ho veramente pensato che forse non avrei voluto toccarti appena nato? Ho tolto il mantello nero appena ti ho visto, è sparito da solo forse. Scusa se non ti ho mai accarezzato dentro quella pancia, se non ti ho parlato molto, se ho pensato di aver sbagliato nel volerti con me. Credo che quel dolore immenso fosse solo una grande paura di perderti, tu sei l’amore, la forma più pura di amore che ho messo al mondo. I nostri nove mesi insieme sofferti ci hanno reso una coppia forte e i tuoi occhi lucenti mi hanno finalmente dato la risposta a tutte le domande che mi sono fatta da giugno a questa parte, qual è la risposta? TU.

___________________________________________________________________Fine.

E’ il momento più felice della vita di una donna, perchè la vivi così?. Ho voluto raccogliere questi estratti per dedicare uno spazio all’altra parte della gravidanza, quella che non ritrae foto di pancioni e mamme piene di grazia, quella che non mette cuoricini dicendo “aspettandoti” sotto la foto, quella parte fatta di lacrime e di emozioni stridenti. Non tutte le gravidanze sono come ce le vuole mostrare la nostra società condizionata dall’avvento della fertilità. Queste donne portano a termine una gravidanza dalla pesantezza inaudita, non sapendo in che modo affronteranno il post parto, con il terrore negli occhi e nel cuore. Guardatele, sono tante.

Le donne spostano montagne, rinascono dai loro traumi più profondi pronte ad aiutare chi sta vivendo le loro stesse paure. Nel mondo dei disturbi perinatali legati alla depressione ci sono reti di sostegno e aiuto che possono sollevare il peso di un dolore inaspettato, ostetriche, psicologi specializzati nel settore, doule, volontarie di associazioni a sostegno delle donne per le donne.

Questo mio articolo è dedicato a tutte loro, in particolare alle volontarie del progetto Ilizia e tutte le ragazze che fanno parte dei gruppi whatsapp, che bene prezioso siete, la vostra presenza è la cura migliore.

Ultime righe per ringraziare anche un’amica speciale che in questi mesi mi ha regalato compagnia, confronto, conforto, risate, creando un legame forte e diverso, questo è anche per te F. e per la tua bambina, la risposta a tutte le domande.

Non giudichiamo le future mamme, proviamo a capirle.

mamme_sottosopra

Fedy_on_the_blog 🔥

5 pensieri su “Quando si fa buio e non te lo aspetti.

  1. Margherita ha detto:

    Ciao Federica,
    Io sto vivendo il tuo stesso periodo.
    Sono al quinto mese ed ogni giorno la vivo con angoscia.La vivo malissimo anche se cercata.
    Appena saputo che ero incinta ero felice poi il buio.Ogni giorno vivo con l’ansia e i brutti pensieri e penso se questo bambino lo amerò veramente e sento il peso di questa nuova vita che non ha colpa.
    Ho vissuto periodi di depressione e doc durante forti cambiamenti e questo è uno di questi.
    Sono seguita da uno psichiatra ed anche in cura farmacologica.Sto facendo psicoterapia e molte cose stanno venendo alla luce.Leggo molte testimonianze di mamme che c è l’hanno fatta e spero che sarò una di quelle. Per ora vedo il buio.il mio psichiatra dice che passerà tutto ciò e sarà bellissimo.Grazie della tua testimonianza.spero che mi rispondi perché il conforto è la migliore arma in questo momento.

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