Sostenere una donna solo perché è donna è l’equivalente di un autogol.

Mi sono decisa a parlarne, una volta per tutte, per spiegare il mio punto di vista relativamente al supportarsi tra donne e il fare squadra. E’ uno dei punti su cui la corrente femminista fa leva da sempre per poter distruggere il patriarcato e chiaramente sono a favore.

Ciò non toglie che non sono d’accordo nel sostenere qualsiasi donna a prescindere, quante volte mi sono sentita dire la frase: “ma proprio tu parli così che fai la femminista?!” con quel sorriso di sfida; bene cari signori, adesso ascoltate quello che ho da dire perché lo farò per l’ultima volta.

Inizio il mio fiume di parole dicendo che mi trovo “costretta” a scriverlo qui sul blog perché nessuna persona, dopo avermi detto quella frase inutile, si è mai fermata ad ascoltare veramente la mia risposta. Se ne escono con questa battuta da uomo alfa, per poi chiaramente ridere e non prendere sul serio minimamente il mio tentativo di ribattere.

Questa osservazione mi è stata fatta perché mi sono espressa in disaccordo verso una ragazza e le sue opinioni, ogni essere umano ha delle idee, dei valori e in quel momento io ero completamente contro quanto lei stesse dicendo. Uno dei valori per me fondamentali è l’umiltà in tutti i campi della vita, non si è mai finito di imparare quindi non posso accettare che qualcuno parli e interagisca con altri “dall’alto” della sua sapienza, specialmente se questa sapienza non è dimostrata. Sono femminista certo, ma questo atteggiamento che tende a rimpicciolire gli altri non mi appartiene e lo combatto, non potrò mai sostenere una donna che cerca di affermarsi schiacciando le altre persone. Donne e uomini devono rispettare regole per convivere nella nostra società, rispettarsi tra loro e sostenersi.

Mi faccio molte domande sempre, per capirmi e studiare le mie reazioni, dargli un nome e capire certi malesseri da dove partono. Inizialmente mi sono ritrovata a pensare che tutta questa rabbia che sentivo nei confronti di alcune donne fosse invidia, per un attimo le ho viste forti perché urlavano e cercavano di essere “dominanti” in questa veste da attacca brighe. L’invidia è un sentimento ancora peggio di chi cerca di affermarsi con frusta e bastoni e onestamente dopo tante tante analisi su di me posso dire che proprio non mi appartiene. Il mio rifiuto verso chi non possiede alcuna forma di umiltà è dato dalla mia etica, dai miei ideali, una persona che è nel giusto e ha grandi capacità si può affermare e crescere senza schiacciare gli altri.

Femminismo non è sorellanza a tutti i costi, una donna che per farsi rispettare usa la voce alta, la cattiveria, l’indifferenza non potrà mai essere meritevole di sostegno da parte mia. Possiamo arrivare tutte in alto e raggiungere i nostri obiettivi senza bisogno di schiacciare qualcuno, questo è sostegno, tutto il resto non può far parte del mondo femminista, non può esistere femminismo senza rispetto dell’altro.

Lasciatemi dire anche un’ultima cosa, chi cerca di affermarsi usando l’attacco non è altro che un insicuro che cerca di mascherare la sua inadeguatezza, impreparazione, incapacità difendendosi in questo modo, pensando che la violenza verbale possa colmare la totale inettitudine che avverte. Tante donne specialmente nel mondo del lavoro sono così, questo grazie al patriarcato che ci insegna sempre che siamo inadatte, inferiori e incapaci rispetto ai nostri colleghi uomini; per sentirci al loro pari lavoriamo il doppio, facciamo dieci cose allo stesso tempo oppure diventiamo aggressive e cattive per difendere il “nostro territorio” da altre belve feroci che potrebbero scavalcarci.

Essere femminista e supportare le nostre sorelle significa:

  • fiducia: iniziamo a pensare che nessuna donna vuole “rubarci” il posto che con tanta fatica ci siamo guadagnate, lei lavora con noi, non contro di noi,
  • sostegno: incoraggiamo le nostre amiche, colleghe, sorelle, donne in generale, ricordandogli tutti i loro punti di forza che per tanti anni ci hanno convinto fossero DIFETTI,
  • empatia: mettiamoci nei panni dell’altro, l’attacco non è la risposta giusta anzi, allontana chi ci sta vicino,
  • collaborazione: si lavora insieme per arrivare ad un obiettivo di gruppo, “siamo state brave” perché lo abbiamo fatto insieme,
  • l’invidia è un sentimento genuino alle volte che può stimolarci a fare meglio, ma attenzione, c’è chi lo userà e lo manipolerà per stimolarci a lavorare di più, per sfruttarci, chiamandolo ambizione; quando diventa un sentimento negativo correte ai ripari,

“Proprio tu parli così che fai la femminista?!” “Sostenere una donna solo perché è donna trattandola coi guanti significherebbe assecondare lo stereotipo che hanno creato quelli come te, e ascoltami quando parlo”.

We rise by lifting others.

Vi lascio con questa immagine, e vi traduco le bellissime parole all’interno:

“E quando arrivi dove volevi arrivare guardati intorno e aiuta anche lei, c’è stato un tempo non troppo lontano in cui lei era te”

Fedy_On_The_Blog

2 pensieri su “Sostenere una donna solo perché è donna è l’equivalente di un autogol.

  1. valentina ha detto:

    Devo dire che hai scritto un post che racchiude anche i miei ideali e che mi rispecchia molto.
    Io sono affascinata dalle donne in quanto esseri complicati ma completi e per questo potrei definirmi femminista. Non tutte però sono angeli, questo lo ammetto e trovo che spesso è molto più difficile fare squadra tra donne rispetto agli uomini.
    E l’invidia, si è una brutta bestia, spt se non è sana e spesso ci combatto anch’io ma la provo spt per quelle donne che non rispecchiano il tuo motto cioè non sanno guardarsi indietro

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    • Fedy_On_The_Go ha detto:

      Sono d’accordo con te! È difficile fare squadra tra donne perché spesso l’invidia vince.. ma credo sia sempre uno strascico del patriarcato, che ci ha portato a farci guerra anziché unirci..siamo sempre in guardia purtroppo!

      "Mi piace"

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