Quelle sedie vuote.

Si ok, zona rossa, gialla, verde, per me è un Natale diverso, non per il lockdown, il mio è diverso da un paio d’anni. Natale non è ancora arrivato lo so, ma per parlare di cose tristi ci vuole il momento giusto, l’ambientazione, la neve, la musica di Rod Stewart che canta “Have yourself a Merry Little Christmas”, ci vuole la solitudine della sera quando tutti dormono, ci vuole la mente pronta a ripercorrere quegli anni dove il Natale era il vero Natale.

Il mio Natale era la vigilia, correre a casa della nonna Adelina, perché eravamo in tantissimi e dovevo leggere la poesia sulla sedia, dovevo aiutarla a preparare la tavola, contare quanti tortelli avevamo fatto, quanti kg di pasta avevamo tirato. La stufa in ghisa era dalle sei che andava, e io spesso ero li dal giorno prima, svegliarsi col profumo della legna che bruciava e il suo caffè latte era una coccola. “Mangia poco che stasera poi ci sono tre primi”, “Nonna lo sai che io mangio tanto sempre”, quindi 25 biscotti nel latte e via a prendere la legna.

Non preparavamo molti regali per Natale, ma stavamo insieme davvero, lei cucinava per 30 persone: fratelli del nonno, figli, zii, cugini, la porta di casa era sempre aperta a tutti. Cantavamo fino a tardi, eravamo nella sua casa in mezzo alla campagna, al caldo, niente più di questo, era arrivato il Natale.

Si concludeva tutto per Santo Stefano dall’altra nonna, la Rita, sempre in tanti, lasagne alte come una mano, stavamo tra di noi, cugini, zii, poi tombola con quelle dieci mila lire che mi dava il nonno sotto banco, perché io mica le avevo!

Il fatto è che quest’anno probabilmente non ci possiamo muovere dal comune, ma poco conta onestamente, quel Natale di cui vi ho parlato non esiste più, ci sono solo tante sedie vuote, quelle delle nonne pesano come dei macigni, e io non riesco, non riesco a sentire quel sapore delle cose che sentivo una volta.

Qualcuno una volta mi ha detto “le nonne creano famiglie”, è vero, non c’è niente di più vero, creavano quell’atmosfera che aspettavo tutto l’anno, quell’attesa della serata o del pranzo insieme, sembrava di avere l’oro in mano, ero felice anche se di regali non me ne arrivavano.

Tutti gli anni ci riproviamo a creare qualcosa di simile, ma cosa posso farci se mi manca sempre un pezzo? C’è sempre quella sedia vuota che non riempie nessuno, loro non ci sono, e il mio Natale è più spento, un Natale di una donna adulta che ha smesso di vedere le luci calde di quella festa, perché la verità è che le sedie vuote saranno sempre di più.

Di persone come me c’è pieno il mondo, anzi, il mio egoismo mi fa scrivere della perdita delle nonne, ma c’è chi ha perso il papà, la figlia, la mamma, e si mette addosso il vestito delle feste solo per le altre persone che ha vicino, per i nipoti, per i figli. Certo lo so, questo è crescere, lo so bene, è quella magia del Natale che ricordo io mi faceva pensare che era tutto possibile, che la felicità era eterna e che saremo stati sempre uniti.

Ci sono i nostri bambini adesso che guarderanno tutto con quegli occhi che avevo io la mattina della vigilia, la cosa che mi fa piangere più di tutte e che anche loro un giorno scopriranno che la magia del Natale ha senso solo se tutte le sedie sono occupate.

Quest’anno saremo rinchiusi, ma onestamente pensiamoci, lo siamo da tanto, rinchiusi in una favola che non esiste.

La notte della vigilia io esprimevo un desiderio, se avessi saputo in quanto poco tempo quella magia sarebbe finita, avrei sicuramente chiesto di fermare il tempo, con loro due vicino a me.

Oggi va così, si piange, ogni tanto serve anche questo.

“When you wish upon a star, makes no difference who you are, anything your heart desires will come true”

7 pensieri su “Quelle sedie vuote.

  1. Enza Graziano ha detto:

    Piangere ogni tanto serve, hai proprio ragione. Il Natale non ha più il sapore di una volta perché noi nom siamo più bambini… ma ci sono altri bambini, oggi, che oggi hanno il diritto di vivere il Natale così come lo abbiamo vissuto noi ieri: nella magia, nella gioia, nellarmonia, nel calore di tante sedie piene ♥️

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