“Quella grassa”.

Ultimamente sono ossessionata, posso dirlo? Il fatto che mia figlia sia prossimo all’inizio della scuola dell’infanzia è per me un pensiero fisso.

Chiudo gli occhi e mi sento di viverla come se il tempo in cui potevo tenerla sotto copertura dal mondo esterno sia agli sgoccioli, un mese e poi il filtro che sto mettendo su ogni anomalia non avrò più modo di applicarlo.

Non posso listare in toto quelle che sono le mie paure verso il mondo che la sta aspettando, quale mamma non le ha? La verità è che probabilmente non sono pronta io a viverle di nuovo.

Nei suoi occhi vedo il pulito, quello sguardo senza macchia che non ha titubanze, incertezze, insicurezze, perché non ha ancora sentito il dolore e so che il mio compito non è quello di evitarglielo, quanto di tenerla per mano fin quando me lo concederà.

C’è però un’ossessione di cui vorrei parlare, raccontando un fatto della settimana scorsa mentre ero al parco con lei. Due bambine, di qualche anno più grandi, stanno giocando con lei e le sento chiedere: “Perché hai capelli tagliati corti come i maschi?”. Mia figlia che parla molto ma solo quando è in casa con noi, si è limitata a sorridere continuando con il suo gioco.

Le bambine ridacchiano tra loro e si allontanano, lei le rincorre e io la seguo.

A quel punto vengono da me: “Perché ha i capelli così corti?”, insistono. “Perché quando crescono troppo sul collo si lamenta”, rispondo io.

“Sono i maschi ad avere i capelli corti così”, continua.

Rispondo solo con un sorriso perché a fine luglio, con il caldo, voglia di spiegare a due bimbe di 5 anni che, schemi mentali di questo tipo, nel 2022, sono veramente fuori moda, proprio non mi va.

Ecco da quel momento è partita un’ossessione costante, e se anche mia figlia, come me, diventasse angosciata e ossessionata dal suo aspetto fisico come è stato per me in tutti i miei anni da ragazzina?

L’ossessione per la bellezza, la magrezza, il rispetto ad ogni costo dei canoni che il mondo esterno ci inietta, ma è solo questo quello a cui vogliamo far ambire i nostri figli?

All’età di 11, 12 anni mi sono detta che essere grassa fosse il mio difetto peggiore, perché gli esempi e le persone a me vicino non facevano altro che farmelo notare.

Ecco devo ammettere, in tutta onestà, che se mi fossi tolta questo pensiero malsano, e concentrata magari su cose più importanti, sui miei ideali, i miei obiettivi, probabilmente il famoso libro che volevo scrivere, anziché pubblicarlo a giugno 2022, sarebbe uscito molto prima. Invece, ho passato innumerevoli giornate a piangermi addosso, perché ero grassa, brutta, inadatta.

Ma come può una ragazzina che sta via via facendo il suo ingresso nel mondo, capire quali sono le cose realmente importanti? Se chi le sta intorno continua a puntualizzare il suo aspetto fisico come un difetto, è normale che lo diventi realmente no? Certo che lo è. Ad oggi, quasi 40 anni, vivo di disagi quando non mi sento fisicamente all’altezza di chi sta con me; il mio schema mentale vede la donna taglia con un difetto in meno rispetto a me.

Mi auguro che le mamme di oggi, per lo più fatte di unghie finte, capelli e corpi artificiali, alimentazione assente, capissero cosa stanno passando ai loro figli. Vorrei future ragazze originali, autentiche, in cerca di ideali puliti, indipendenti, audaci, intelligenti, caparbie, questo vorrei, è davvero così troppo come desiderio?

Farò quanto mi è possibile per continuare a schermarla da questa realtà, il suo corpo, qualsiasi esso sia, non deve essere un limite, tanto da comprometterla. Troppe volte mi sono sentita “quella grassa che”, sto lottando contro ogni cellula del mio corpo per staccarmi da questo schema mentale inserito nel mio DNA., oggi a maggior ragione, per me ma anche per lei.

L’esaltazione della magrezza su ogni piattaforma social è, a dir poco, esasperante, davvero volete farmi credere che sia sufficiente essere magre? Essere belle? Essere conformi a un prototipo? Sono davvero questi gli ideali che stiamo portando avanti?

Fedy_On_The_Blog

3 pensieri su ““Quella grassa”.

  1. buio dentro - diario di un abusato ha detto:

    Molto forte e toccante, come sempre del resto. Schermarla da tutto è impossibile e neanche giusto, ma penso che tu possa donarle gli strumenti necessari per farle comprendere da sola cos’è importante. Non posso parlare perché non sarò mai genitore, ma noto che, nel bene e nel male, sia in famiglia che al di fuori, figli e figlie sono considerati estensione dei genitori. Non penso che sia così. Saranno persone completamente diverse, e cresceranno con i loro valori.

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  2. labisbetika ha detto:

    Ciao, ho letto il tuo post e, da mamma, non posso che condividere i tuoi dubbi e le tue preoccupazioni. Nel mio caso ho due bambini mulatti, ti lascio quindi immaginare i commenti discriminatori che ricevono a volte, eppure ci sono tanti bambini ed adulti che li trattano con una normalità assoluta, anzi a volte come bambini speciali. Il mio pensiero è che i bambini spesso riflettono l’ambiente domestico, le idee, il linguaggio ed i comportamenti dei genitori, quindi quando mi trovo davanti un bambino che critica un altro bambino per il suo aspetto ho dentro di me la certezza che non sia un’idea sua, ma della sua famiglia. Per questo è ancora più importante come educhiamo i nostri figli. Saranno loro il nostro mondo migliore, e naturalmente impareranno ad affrontare anche i giudizi. Vedrai, con una mamma attenta come te tua figlia non si sentirà sola nel cammino della sua vita.

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