Ordine di una famiglia ottimale.

Il procedimento è quasi sempre lo stesso, parto per la mia camminata giornaliera sotto il sole cocente di agosto e anziché svuotarmi dai pensieri, mi riempio. Ieri in particolare mi arriva questa foto da una cara amica che ben conosce il mio animo infiammabile.

Non so neanche bene da cosa partire, ogni parola in questa immagine mi rimanda a una vita così chiusa e spaventosa che mi provoca subito un groppo in gola, come mi mancasse l’aria.

Sono una persona estremamente spirituale, rispetto tutte le religioni, purchè esse stesse rispettino il valore degli esseri umani. Una religione è un sentimento che lega un uomo o un gruppo di uomini ad un credo verso un’entità spirituale, una luce, un’energia, da qui separo gli atei dai religiosi. Vado spesso in chiesa riconoscendola come luogo sacro dove posso nutrire il mio bisogno di contatto con la mia spiritualità, ma lo faccio come sempre a mio modo. Ho sentito da tempo la necessità di separarmi da alcuni aspetti della nostra religione, specialmente quelli legati alla famiglia e ai ruoli sociali imposti. Ritengo che alcuni di questi dogmi siano stati creati dagli uomini per gli uomini.

Ho già parlato in articoli precedenti di come anni e anni fa, fosse la società matriarcale a guidare, (breve esempio preso da FOCUS: gli egizi, avevano la parrucca nera per elevarsi al ruolo femminile; ma potevano indossarla solo dopo aver raggiunto un certo valore morale, la perfezione, la completezza era la donna), l’arrivo dell’impero romano ha significato molto per noi, in male. L’aspetto maschile e fisico ha avuto la meglio, e sapete come? con l’utilizzo della religione. Si avete capito bene, la religione cristiana è stata da sempre utilizzata per castigare e punire le donne troppo pretenziose, relegandole in un angolo della casa, la cucina. Vogliamo riflettere sulle streghe cattive bruciate nei roghi? Donne con intelletto superiore che venivano etichettate con questo nome streghe, utilizzando l’ignoranza del volgo base per rapirle e arderle vive. Le donne intelligenti sono da sempre pericolose. Sto parlando di mille argomenti insieme lo so eh? Non me ne vogliate, la mia intenzione è quella di parlare “facile” e raccontare come il maschio ha saputo sfruttare, interpretare e mettere a suo favore i testi religiosi tanto da stravolgere la società e relegarci in fondo, togliendoci ogni mezzo che potesse renderci libere.
Detto questo, sottolineo che nessuna religione che insegna il perdono, l’accettazione e il rispetto, potrebbe mai appoggiare un’immagine come quella sopra.


Questo spot pubblicitario della “famiglia ottimale” è un estratto di una religione simile alla nostra, o quanto meno con radici uguali alla nostra. Cosa vuole trasmetterci?

Partiamo con ordine, ovviamente dal numero uno indiscusso: il Marito che con le sue braccia sovrasta sopra alla famiglia, Lui è chi DIRIGE e PROVVEDE. Subito SOTTO in posizione di subordinazione abbiamo la MOGLIE, accompagnata dai verbi docili e mansueti per una donna ben addomestica, lei CONFORTA, EDUCA, INSEGNA e, il peggiore di tutti: SI PRENDE CURA (della casa, dei figli, del marito), i figli per ultimi che devono amare e obbedire.

In questa vita basic che la religione vorrebbe farci indossare, abbiamo un marito che provvede al mantenimento familiare e quindi, portando i soldi a casa, ha il pieno diritto di comandare, gestire e pretendere dalla moglie e figli. La moglie invece, sarebbe meglio fosse poco istruita (così da non avere strane idee in testa), meglio non lavori perché cosa se ne fa lei dei soldi se già ci pensa il marito? Una donna con indipendenza economica è un pericolo, meglio sia subordinata e totalmente dipendente dal suo padrone di casa. In tutto questo bel quadretto abbiamo i figli, che vedendo questo modello, potranno crescere nel modo ottimale.

A fronte di questo ripeto: nessuna religione che parli di perdono, accettazione, rispetto può volere questo. Testi risalenti a 2020 anni fa vanno sicuramente sviluppati e adattati alla nostra realtà contemporanea, perché se prendiamo per buono tutto quello che ci dicevano gli apostoli, sarebbe bene, cari i miei uomini alfa di nostro Signore, che smetteste di bestemmiare se vostra moglie vi ha preparato la pasta col pomodoro invece delle lasagne.

Ecco dove voglio arrivare, da ormai 6 anni seguo e faccio volontariato presso enti anti violenza, per poterlo fare ho seguito corsi lunghi e faticosi, anzi direi dolorosi per la precisione. Questa gabbia dorata che gli uomini si sono cuciti addosso è spesso il covo ideale per la violenza domestica. Ruoli così marcati, definiti e subordinati provocano situazioni di violenza e silenzi continui. Sono tanti gli uomini che appena hanno figli pretendono che la moglie resti a casa ad accudire la prole, creando così questo legame di dipendenza tossica e controllo su tutto, controllo economico, fisico e mentale, poi la domenica mattina in prima fila nella chiesa del paese per ascoltare quella bella lettera agli efesini. L’uomo si sente potente, padrone di tutto anche degli esseri umani con cui vive.

Attenzione però, non sto dicendo che la religione cattolica sia la fonte della violenza di genere, ci mancherebbe, il male legato a queste scelte di vita va ben oltre e non è questo il momento per analizzarlo. Volevo solo far notare come situazioni così agli antipodi siano ben ancorate alla nostra società italiana, la bella facciata della domenica religiosa e una famiglia composta da un Capo Branco Padrone e i suoi subordinati.

Quando penso al “family day” ecco cosa mi viene in mente. I bambini, la moglie e il cane non stanno sorridendo, sono imbavagliati.

Ma è mai possibile che ci siano persone che difendono i diritti di queste famiglie rispetto alle cosiddette “famiglie arcobaleno 🌈 ”? C’è chi difende queste realtà dove i bambini vivono quotidianamente sofferenze di una mamma che piange di nascosto, mentre il papà beve o gioca alle macchinette del bar, piuttosto che incoraggiare l’amore tra persone delle stesso sesso serene. Una vita familiare così medioevale può solo portare alla vincita del nostro lato oscuro, l’insofferenza totale verso chi ci sta intorno.

Possiamo essere religiosi, tutti sul podio, tutti al primo posto, è questo che qualsiasi entità benevola vorrebbe insegnarci. Siamo tutti uguali.

“Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi”, diceva, e da qui vorrei si potesse ripartire.

Chiaramente questo articolo esula dalla scelta delle donne di non andare al lavoro o di non trovarlo, di non averne bisogno o di non averne la possibilità, non traiamo le conclusioni sbagliate, quello che voglio fare emergere è che la donna dovrebbe non lavorare sulla base di questi testi religiosi per non sentire il bisogno di agghindarsi, uscire di casa o distrarsi dal suo ruolo principale: PRENDERSI CURA DI.. tutto tranne di lei.

Fedy_On_The_Blog – anche oggi temi leggeri come il pranzo di Natale 🎄

Ma chi l’ha detto che il Papa deve essere per forza uomo?

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So già che questo articolo sarà il più difficile, l’argomento che vado a snocciolare è ricco di sfaccettature e non posso toccarle tutte come vorrei.

Come al solito l’idea mi è “caduta tra le mani”. Nonostante i miei quasi 37 anni amo utilizzare i social specialmente instagram. In settimana parlavo nelle stories del fatto che a breve battezzeremo la bimba, mi sarebbe piaciuto aggiungerci anche il nostro matrimonio, ma credo solo per fare una bella festa.. la volontà di legarmi al mio compagno tramite rito cattolico non è di mio gradimento. Ecco che sui social nascono vari confronti ed è proprio l’utilizzo di questi che mi aiuta a sviluppare i miei articoli.

La donna e la chiesa, due entità che ho sempre visto troppo distanti. Sono cresciuta in una famiglia estremamente cattolica con limitazioni ben chiare a noi ragazze dovute alla “lettura” che la chiesa ha scelto sul ruolo della donna, la mia spiritualità è molto forte anche la mia religiosità, ma non legata alla chiesa romana che vivo più come una forma di clericalismo gestito dall’uomo.

Qualcuno mi ha detto la seguente frase: “Quante pippe che ti fai per un battesimo, la gente lo fa perchè è tradizione, come anche sposarsi in chiesa, poi non è necessario che tu ci vada sempre”. In realtà io ci vado in chiesa, perchè è “l’unico modo” disponibile per poter accendere una candela pensando alle mie nonne che mi guardano da lassù, dicendo una preghiera (solitamente inventata da me), parlando con un’entità superiore (di cui sono fermamente convinta) e restando in rigoroso silenzio ascoltando la mia anima. Ecco perchè per me un battesimo o un matrimonio non si fanno “per tradizione”, anzi, trovo siano una forte dichiarazione e ci ho dato il peso che secondo me meritava.

Mia nonna paterna, una forte credente e devota, mi portava tutti i sabati sera in chiesa per la funzione, mi chiedevo sempre perchè vedessi solo uomini sull’altare, la risposta? Le donne devono fare le mamme o le spose, al massimo le suore, ma Dio è uomo e i religiosi di conseguenza. Nella mia testolina di bambina non era chiaro un concetto (che ancora oggi a 37 anni mi porto dietro): la nostra religione parla di accettazione, di perdono, di accoglienza, come fa a non essere paritaria fra gli esseri umani? Prendiamo la Genesi ad esempio, perchè è la donna che porta il peccato originale nel mondo? perchè la donna deve essere sposa, madre e sottomessa al marito? se Dio ci ha creato a sua immagine e somiglianza, chi ha deciso che somiglia di più ad un uomo che ad una donna?

Mi piace pregare in silenzio, meditare prima di dormire, quindi per me sarebbe veramente bellissimo potermi concedere al 100% alla religione cattolica, ma ho bisogno di risposte che possano spiegarmi perchè io non posso entrare in seminario e cercare di diventare vescovo, oppure perchè quando ero bambina volevo fare il chirichetto ma il prete non ne voleva sapere “non puoi sei una bambina”. In realtà, non solo le donne non possono essere considerate al pari degli uomini, ma in passato (e in alcune zone del mondo ancora oggi) in comunità come quelle ebraiche o anche il nostro stesso sacro romano impero, la posizione nei confronti delle donne andava bene oltre quella segnalata nella Bibbia, venivano emarginate a tal punto da vietare l’entrata in chiesa con il ciclo mestruale perchè impure. Etichettate come streghe, arse vive nel medioevo, peccaminose e inferiori. Ma tutte queste azioni intraprese nei nostri confronti dove le hanno lette? Chi ha stabilito che il modo corretto di trattare le donne fosse questo? Ecco qui parlo io in veste di Federica, senza aver letto o fatto approfondimenti, credo che sia stato fondamentale il ruolo del clero in queste vicende. 2020 anni fa nessuno ha stabilito che le donne fossero impure, che dovessero essere stuprate, frustate, picchiate, bruciate, emarginate ecc.., credo siano stati gli uomini a deciderlo nel corso degli anni perchè era comodo così. I romani che andavano in giro per il mondo cercando di conquistare tutto (credo si siano fermati perchè ancora un pò e si invadevano da soli), hanno anche portato in giro la loro idea di religione cattolica, insegnando ai vari conquistati anche in che ruolo andava sacrificata la donna. Sia chiaro che punto il dito contro la nostra religione perchè è quella che conosco meglio, dopo essermi documentata posso dire con una certa sicurezza che quella induista sia la più paritaria. Inoltre non posso di certo affermare che la religione musulmana sia la più restrittiva, assolutamente no, diciamo che, a differenza della nostra, le leggi di inferiorità le ha promulgate, noi invece facciamo finta di essere molto più liberali, ma è tutta finzione.

Ad oggi la posizione della donna nella chiesa è ancora molto marginale, per regole imposte da persone umane a mio avviso. L’ugualianza non è messa in pratica. Allo stesso modo trovo che la posizione della donna all’interno di una famiglia unita tramite matrimonio cattolico vada rivista, io non posso accettare di sposarmi davanti ad un altare e ad un credo che mi vede inferiore a mio marito, non posso accettarlo. Ecco perchè non sopporto di sentirmi dire “mi sposo in chiesa perchè è tradizione”, il matrimonio cattolico ha forti preconcetti e stereotipi che sono sicura non fossero imposti all’arrivo del Messia 2020 anni fa, piuttosto credo facessero comodo agli uomini del tempo e anche a quelli del nostro. Basti pensare che chi  legge il vangelo e la sua omelia da un’interpretazione della parabola spesso amalgamata alla vita quotidiana della comunità, allo stesso modo ho fatto io quando di mio pugno ho letto certi passi del vangelo dando la mia interpretazione. Credo davvero che ci sia una forte liberalità nella preghiera, non è necessaria un’interpretazione univoca. Ecco perchè trovo limitativo che una donna, sentendo la “chiamata” alla vita religiosa, sappia che non potrà mai ricoprire certi ruoli sulla base di interpretazioni fatte chissà quanti anni fa sulle norme del cattolicesimo.

In questo articolo sono racchiusi una vastità pazzesca di argomenti, per scelta ho parlato più di miei pensieri piuttosto che di libri e biografie sul cristianesimo nei quali mi sono persa. Sono veramente convinta che ogni religione sia accumunata da basi umane di accettazione, ugualianza e amore ecco perchè credo sia merito degli “interpretatori” uomini se qualcosa poi è andato estremamente storto, per questo motivo faremo il battesimo, perchè il rito va oltre il velo maschile che l’uomo ha fatto indossare al cattolicesimo.

Sono molti i progressi fatti dalle donne in campo religioso ecco perchè sono certa non tarderemo a prenderci la nostra paritaria postazione a fianco dei nostri colleghi uomini. Concludo dicendo che non ho bisogno di sentirmi il perchè storicamente sono gli uomini “a dir messa”, andiamo oltre grazie.

“Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.” Galati 3,28.