Parità: ieri, oggi e domani.

“Avete voluto l’uguaglianza tra i sessi? Bene adesso ti arrangi”, una delle frasi più sentite, ma cari amici zotici leggete bene cos’ho da dirvi.

Noi non abbiamo chiesto l’uguaglianza, noi vogliamo parità, cosa ben diversa. Parità nell’essere viste, riconosciute, parità d’importanza, pari giudizi e pari trattamenti, siamo esseri umani diversi e non potremo mai essere uguali, ma possiamo essere allo stesso livello?

La strada è ancora molto lunga, rispetto a dieci anni fa almeno se ne sta parlando, questo è già un passo avanti, almeno per me che sono una femminista moderata.

Perché parliamo di parità? Iniziamo dicendo che le donne sono in credito con la storia, fino a qualche anno fa, non solo la parità era lontana, ma le donne non erano considerate come esseri umani indipendenti. La donna era proprietà del papà, del marito, o dell’uomo di casa, abbiamo acquisito un’indipendenza solo da poco tempo. La libertà, uno dei diritti fondamentali dell’uomo, per noi non c’è mai stata veramente, basta tornare indietro ai tempi dei miei nonni, o ai tempi del fascismo, dove le donne, oltre ad essere di proprietà del marito, se non obbedivano potevano essere rinchiuse nei manicomi come “persone isteriche”. Lo stupro in passato era considerato come un reato contro la morale comune, non di certo verso la donna che lo aveva subito, e come veniva risolto? Innanzitutto la donna doveva avere il coraggio di far presente di essere stata violata; il proprietario, diciamo il papà, l’ammoniva per il comportamento che aveva indotto il suo stupratore a tanto, poi stabiliva una somma di denaro consona per coprire l’ammanco subito. Cioè, il papà chiedeva soldi allo stupratore in base al valore della figlia, per chiudere il tutto, la vittima era il proprietario della donna, oppure c’era il famoso matrimonio riparatore soprattutto se la donna era rimasta incinta.

Vorrei specificare che i cenni storici sopra, risalenti non a tanti anni fa, sono storici solo per noi “fortunate”, infatti ci sono paesi nel mondo in cui quanto sopra è ancora vigente. Pensiamo alle spose bambine, un uomo vecchio “acquista” la figlia di un papà per una buona cifra, poco importa che la bambina abbia dieci o undici anni e la notte stessa verrà violata da quell’uomo grande come il suo papà. Da quel momento in poi il suo proprietario diventerà il vecchio marito, e lei inizierà a vestirsi da donna truccata e agghindata per il suo nuovo padrone e nonostante questo la notte andrà ancora a letto con la sua bambolina di pezza, perché le mancherà la sua mamma.

Il nostro retaggio culturale di uomini bianchi europei, è ancora molto legato all’idea della donna come patrimonio dell’uomo, difficile pensare ad una parità in un paese dove ancora molte donne lasciano il lavoro e dipendono dal marito in termini economici. La storia ha lasciato pesati paletti nella nostra cultura, nonostante sia una delle più open mind. Sarebbe buona cosa iniziare nelle scuole a parlare di cosa avveniva in passato e come sono cambiate le cose, facendo figurare certi comportamenti errati e mostrandoli agli occhi dei bambini. Studiamo le guerre, studiamo i mutamenti dei popoli, e la nostra di donne non è stata forse una guerra? Quante di noi sono morte e hanno lottato in nome di questa libertà? Nelle scuole bisogna parlarne per riconoscere il lavoro fatto dalle nostre antenate.

Nessuno ci pensa a disgregare questi stereotipi culturali per raggiungere la parità, o quanto meno ci pensano solo le donne che ne hanno sofferto, l’uomo comanda da sempre e non ha mai avvertito l’esigenza di dover portare tutti alla parità perché è abituato ad una posizione dominante proprio a causa della nostra cultura.

Per il nostro domani spero in una scuola che possa insegnare ai bambini la vera parità, loro sono il nostro futuro e non meritano di portare avanti radici vecchie e marce di un passato che ci ha sempre considerato parte integrante dei domini maschili.

Tutti dovremmo essere femministi, che non significa calpestare gli uomini, significa portare le donne sullo stesso livello.

Agli uomini che continuano a sminuirci, rimpicciolirci ne non ci stanno aiutando dico una cosa precisa: avete paura di donne indipendenti, siete esseri piccoli e finiti e non volete riconoscere la nostra grandezza e l’importanza, lasciarci libere vi farebbe sentire ancora più impotenti e limitati.

Fedy_On_The_Blog

2 pensieri su “Parità: ieri, oggi e domani.

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